Tassi negativi, perché?

 Questa mattina ero al telefono con mio figlio Marco che mi chiedeva come impiegare la liquidità di breve periodo, quella cioè che potrebbe essere ragionevolmente  necessaria nei prossimi due o tre anni.


Gli ho prospettato una soluzione ibrida utilizzando degli istituti di credito esterni in modo che potesse avere un rendimento dallo 0,25% all’1% senza dover vincolare troppo a lungo le somme (33 gg max).


Mi sembrava un’ottima soluzione, ma la sua reazione invece è stata: “Come mai così poco?”

Eravamo entrambi di corsa per cui gli ho dato una risposta sommaria: “Colpa dei tassi negativi dei Titoli di Stato”

E la telefonata è finita li, ma adesso sento il bisogno di andare un po’ più a fondo e condividere anche con te quali meccanismi sono alla base di questo fenomeno.


Ti sembrerà strano quello che ti dico, ma alla base di tutto ci sta la dinamica demografica, l’invecchiamento della popolazione mondiale.

In parole semplici, generalizzando: una popolazione giovane tende a consumare tutto e subito il reddito prodotto per cui se gli devo chiedere di darmi il suo capitale in prestito gli dovrò offrire un rendimento interessante (preferenze temporali positive). 
Viceversa una popolazione anziana sarà più preoccupata del consumo futuro, tenderà ad accumulare il più possibile e sarà disposta a pagare pur di avere la sicurezza di avere in futuro i capitali a disposizione (preferenze temporali negative).


Altro fattore a cui non si pensa immediatamente, ma che ha un grande effetto è la tecnologia. Sempre di più l’evoluzione tecnologica permette di risparmiare sugli investimenti… pensa solo nel tuo quotidiano, ormai con uno smartphone hai: telefono, cinepresa, macchina fotografica, registratore, walkman, fax, pc, etc.
Qualche decennio fa sarebbero state singole apparecchiature con singole linee di produzione e relativi investimenti e di conseguenza richieste di capitali.


Come sempre, quando l’offerta supera la domanda i prezzi (e gli interessi) calano. Ormai in Germania, considerata un porto sicuro, anche il Bund a 30 anni è in territorio negativo.

Il 25% delle obbligazioni in circolazione sono in territorio negativo.

Per trovare tassi positivi bisogna aumentare la quota di rischio che ci si assume e cercare di limitarlo con un’attenta pianificazione, diversificando strumenti e tecniche di investimento. E’ un bel esercizio di alchimia.


Sono lontani i tempi dei BOT rinnovati annualmente che davano dei bei interessi.

Diffida delle soluzioni semplicistiche che talvolta si trovano sul mercato, non esiste nulla di semplice.

Un caro saluto.
GV 

One comment on “Tassi negativi, perché?
  1. Greg ha detto:

    👍👏🏻

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