La terribile tentazione di fine anno.

Titoli di apertura del tg LA7 30 12 2019 ore 20.00

Fine anno, momento di bilanci. Molte aziende chiudono per fare l’inventario. Sembra normale, no?

Perché allora la definisco una “terribile tentazione” nel mondo finanziario?
Perché si rischia di valutare il tutto basandosi solo su un particolare, un po’ come se volessimo giudicare una torta assaggiandone solo una decorazione.

Certo, i media ce la mettono tutta per trovare qualcosa di sensazionale da mettere in prima pagina, ma il rischio di prendere lucciole per lanterne è grande.

Intendiamoci, non dicono bugie! Solo mezze verità.  

Questo è il lato della medaglia che hanno deciso di farci vedere oggi. Toni trionfali e stupore.

Chi ha avuto il coraggio di investire a dicembre 2018 ha sicuramente portato a casa il rialzo del 30% del grafico. Ma perché parlo di coraggio?

Questa è la medaglia intera, con le due facce bene in vista.
Nessun trionfalismo, siamo semplicemente tornati al punto di partenza.

Cosa era successo nel 2018 che aveva determinato una correzione del 23% sui principali mercati mondiali? Una cosa semplice: le banche centrali (FED e BCE) hanno provato a rialzare i tassi sospendendo o riducendo in maniera significativa l’apporto di liquidità. L’effetto è stato quello di spegnere il motore di un aereo. È iniziata la picchiata.

Morale? Hanno semplicemente riacceso il motore e siamo tornati in quota.

Ecco perché parlo di coraggio, perché non è facile investire nei momenti di ribasso. Mantenere le posizioni è già più facile, ma anche li bisogna essere stati vaccinati e legati come Ulisse per non cedere al canto delle Sirene.

In questi giorni sto studiando del materiale prodotto da Capital Group che riporta una frase curiosa: Ciò che conta non è quando, ma per quanto tempo.

Fonte: Capital Group – Guida all’investimento di lungo termine – 2019

Fra le altre cose utili per dimostrare che diversificazione e tempo sono i due (noiosi) antidoti contro il rischio di perdere, fanno l’esempio di due fratelli che investono regolarmente 10.000 euro per 15 anni dal 2004 al 2018.

Uno è particolarmente fortunato è investe sempre nel giorno migliore dell’anno, cioè ai minimi. L’altro invece è particolarmente sfortunato e investe sempre ai massimi dell’anno, cioè il giorno peggiore per investire.

Ci si potrebbe aspettare una differenza abissale fra i due, e invece uno guadagna il 4,6% annuo e l’altro il 7,8% annuo e nonostante le varie ed importanti crisi nessuno dei due porta a casa una perdita.

Fonte: Capital Group – Guida all’investimento di lungo termine – 2019

Da sempre esistono ragioni per non investire, ma i risultati di lungo termine generati investendo in un portafoglio azionario globale diversificato sono un ottimo motivo affinché gli investitori guardino oltre le notizie.

Da poco ho pubblicato un libro su www.amazon.it
Nel libro, con un linguaggio comprensibile ai più, illustro i principi guida che possono rendere l’investimento finanziario un’esperienza piacevole anche se poco adrenalinica.
Investire non è fare trading, ma di questo ne parleremo un’altra volta.

Un caro saluto e un felice 2020.
GV

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