I certificati, questi sconosciuti.

In questi giorni si sono conclusi due collocamenti di certificati molto interessanti.

Qualcuno di voi mi ha chiesto se sono sicuri e come riescono dare rendimenti così elevati in questo periodo.

Mi sono reso conto che bisogna fare un po’ di chiarezza per comprendere bene questa categoria di strumenti finanziari, infatti l’universo dei certificati è molto variegato e complesso.

Presenti da oltre 10 anni sul mercato italiano, i Certificati di Investimento rappresentano una famiglia molto ampia di prodotti finanziari innovativi e particolarmente efficienti.

Acquistando un certificato, con una sola operazione e per un importo contenuto, si accede a una strategia di investimento altrimenti difficilmente realizzabile.

Infatti, questi strumenti incorporano una combinazione di opzioni, cioè dei diritti a vendere e/o a comprare il sottostante ad una certa data e ad un certo prezzo.

Ogni certificato nasce in un preciso momento di mercato che offre la possibilità di combinare assieme più fattori e ottenere uno strumento con delle regole chiare e una prospettiva di risultato interessane.

Ma da cosa dipende il prezzo di un certificato?

Detto questo, quali sono le caratteristiche che bisogna osservare per comprendere la bontà di un certificato?

La più importante è sicuramente la solidità dell’emittente, è lui infatti che al termine del periodo di investimento deve restituire i soldi e onorare la promessa.

Quindi la liquidabilità, cioè il fatto che sia negoziabile su un mercato e di conseguenza la possibilità di acquistare o vendere il certificato su un mercato secondario.

Poi la struttura del sottostante: un certificato su un indice è più sicuro di un certificato su un basket di titoli. Facciamo un esempio: se ho un indice composto dalle 10 migliori società di un determinato settore e una di questa ha dei problemi, uscirà dall’indice e sarà sostituita da un’altra. Se invece ho un basket di 10 società e una di queste si azzoppa, ne rimarranno solo 9.

Anche la valuta di emissione ha la sua importanza perché può giocare a favore o contro. Per esempio nell’ultimo certificato su Amazon, rimborsato il mese scorso dopo solamente un anno, del guadagno dell’ 11,28% complessivo un 8,50% derivava dal premio e 2,78% dalla differenza cambio EUR/USD

Altro aspetto da considerare è la frequenza di osservazione, negli strumenti definiti “autocallable”, cioè i certificati di investimento che prevedono la possibilità di rimborso anticipato. Più è frequente l’osservazione, più è interessante perché aumenta la possibilità di portare a casa il risultato anticipatamente.

La barriera di protezione è un altro elemento cruciale per valutare la convenienza di un certificato. Nelle nostre proposte generalmente è efficace fino ad un -30%, però ci sono state delle emissioni protette anche fino al -50% o come quest’ultima con protezione fino al -60%.

Importantissima la definizione di osservazione della barriera: puntuale a scadenza o continua durante il periodo di investimento.  In sostanza nel primo caso la protezione è attiva fino al giorno di scadenza, nel secondo no.

Per concludere, del grande universo dei certificati che mi passano sotto il naso cerco di proporti solo quelli che per situazione e prospettive di mercato offrono, a mio avviso, la migliore probabilità di riuscita dell’investimento.

Poi, se manifesti interesse verso l’emissione, valuteremo assieme se è coerente con la tua situazione e gli obiettivi che abbiamo pianificato.

Un caro saluto.
gv

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