Confronto: investimento lineare o convesso?

Come promesso nel video, ecco il confronto fra un Fondo che replica il mercato in modo lineare (tipo un ETF) e un Fondo che invece, attraverso le scelte del gestore cerca di avere un andamento convesso*.

 

Il Fondo che vuole avere un profilo convesso limiterà la partecipazione alle fasi di ribasso proteggendosi “pagando” una sorta di assicurazione finanziaria e questo costo lo penalizzerà nella fase di rialzo.

 

Facciamo un esempio ecclatante, per capire meglio: ipotiziamo di aver investito in un ETF 100.000 euro e che subito dopo il mercato abbia subito un crollo del 15%. Il valore dell’ETF sarebbe sceso a 85.000 euro.

 

Cosa sarebbe successo se invece fosse stato investito il capitale in un Fondo convesso che avesse partecipato alla perdita iniziale solo per il 65% della fase di ribasso (15%) ? Il Valore del Fondo sarebbe sceso a 90.000 euro.

 

La domanda a questo punto è: quanto dovrà crescere il mercato perché l’ETF torni in parità? La risposta corretta è: poco meno del 18%

 

Ma il Fondo convesso parteciperà solo per il 90% al rialzo del 18%, avendo dovuto pagare la protezione contro il ribasso, pertanto crescerà un po’ meno del 17%.

 

Se facciamo bene i conti però vediamo che in termini assoluti mentre con l’ETF siamo tornati pari, nel caso del Fondo siamo già entrati in zona guadagno di un 4-5%.

 

 

* Wikipedia, definizione di una Funzione convessa

In matematica, una funzione  f(x) a valori reali definita su un intervallo si dice convessa se il segmento che congiunge due qualsiasi punti del suo grafico si trova al di sopra del grafico stesso. Per esempio, sono funzioni convesse la funzione quadratica f(x)=x^{2} e la funzione esponenziale f(x) = e^x.

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